L’alloro è, senza dubbio, la pianta tipica delle festività liguri. È sempreverde e simboleggia la vita eterna e la nuova vita, come quella portata dalla nascita del Redentore.
Quando ero bambina, ricordo che a scuola ci parlavano di come, un tempo, l’alloro fosse addobbato al posto degli abeti che usiamo ora e così preparavamo ghirlande di pasta, scorza di arancia e mandarini, noci e molto altro ancora. Oggi vogliamo far conoscere questa tradizione ai nostri piccoli.
Il dono
Un ramo di alloro lo donavano un tempo per Natale le lattaie che, dalle colline dell’entroterra genovese, portavano il latte nelle famiglie; ma anche i macellai e i rosticcieri, durante le festività natalizie, lo usavano per adornare la loro bottega. (Di fianco al nostro negozio in Via Jori, fino a qualche anno fa, c’era la macelleria di Bruno – una bottega bellissima – e lui addobbava sempre l’esterno con un grosso ramo di alloro).
Il Confeugo
L’antica cerimonia del Confeugo prevedeva l’offerta di un grosso ceppo di alloro al Doge (oggi al Sindaco) come simbolo di buon auspicio per l’anno nuovo. Un tronco di alloro veniva fatto bruciare per tutta la durata delle feste natalizie, dalla Vigilia a Capodanno.
